Dal Martini all’olio d’oliva al Negroni di Colombo, tra shaker e viaggi per il mondo. Con oltre vent’anni di carriera nelle città più iconiche del mondo, il nuovo Bar Manager del Grand Hotel Alassio, Andrea Fiore, condivide con noi la sua visione della mixology, una passione che affonda le radici in un’infanzia a contatto con il mondo dell’hospitality. Tra curiosità, creatività e un legame profondo con il territorio, il suo approccio al cocktail diventa un viaggio che esplora le eccellenze liguri e le arricchisce con influenze globali.

 

Qual è la filosofia che guida il tuo approccio alla mixology e come la metti in pratica nel tuo lavoro quotidiano?

La mia filosofia si fonda su tre pilastri fondamentali: curiosità, creatività e connessione. Mi piace esplorare ingredienti e tecniche provenienti da tutto il mondo, poiché ogni cultura ha qualcosa di unico da offrire. La curiosità mi spinge a sperimentare e ad evolvermi continuamente, combinando elementi classici con innovazioni moderne. La creatività, invece, per me è l’arte di trasformare l’ordinario in straordinario, cercando sempre un equilibrio tra sapori, estetica ed emozioni che il cocktail può evocare. La connessione è l’aspetto che arricchisce maggiormente il mio lavoro, poiché credo che un bar non sia solo un luogo dove si servono drink, ma un luogo di incontro e condivisione, dove ogni cocktail diventa un’esperienza sensoriale unica.

 

Qual è l’ingrediente del territorio che ti affascina di più e che cerchi di valorizzare nella preparazione dei tuoi cocktail?

Non c’è un ingrediente che mi ispira più di altri in maniera assoluta, ma considero ogni prodotto una sfida da valorizzare nel miglior modo possibile, adattandolo ai gusti dei nostri ospiti. La Liguria offre una vasta gamma di materie prime uniche, come l’olio d’oliva e il chinotto, che amo usare per creare cocktail distintivi. Ciò che mi affascina è come ogni ingrediente possa essere trasformato per rispondere alle esigenze di un pubblico internazionale, pur mantenendo il legame con il nostro territorio. È questa continua sperimentazione che rende il lavoro di un mixologist sempre stimolante.

 

Cosa consiglieresti di bere a qualcuno che visita Alassio per la prima volta e desidera assaporare un cocktail che rappresenti la città e la Liguria?

Se si preferiscono i sapori secchi, suggerisco il Martini all’olio d’oliva o il Negroni di Colombo, che ha una forte connessione con la storia della regione. Per chi ama i gusti più dolci, consiglio la Stroscia, un drink ispirato all’omonimo dolce ligure, arricchito con gelato all’olio d’oliva. Ogni cocktail che prepariamo è pensato per offrire un’esperienza autentica del nostro territorio.